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Tornare alle Eolie? È possibile.

Tornare alle Eolie? È possibile.

Viviamo giorni sospesi tra realtà e limbo, tra incertezze e desideri, tra coraggio e tristezza. Dopo mesi di chiusura fisica e mentale, di ansia e dolore per molti, di speranzosa attesa per alcuni. La gioia dentro di noi cerca adesso spazio per uscire.
Ecco allora un pensiero che ci regala un sorriso, un sostantivo che ci illumina lo sguardo: LE VACANZE.

Io vivo in un luogo magico, con l’energia del mare e del sole, con il cielo azzurro o stellato, con la forza dei vulcani, con la ricchezza di storia e tradizioni: le Isole Eolie.
Lipari, Salina, Vulcano, Stromboli, Panarea, Filicudi, Alicudi. Sette mondi, sette meraviglie.

Ed è qui che ti invito a venire. Per un soggiorno estivo o autunnale, più o meno lungo in base alle tue esigenze lavorative ed economiche. Per qualche giorno di riposo tra la vitalità del mare e l’intensità della natura. LA TUA VACANZA.
E magari, incantato dai luoghi, decidere per un investimento immobiliare nell’isola che più ti entusiasma e acquistare una casetta sulla spiaggia, una villetta in posizione panoramica, un appartamento in centro.

Oggi mi piace condividere con te alcuni brani che mi sono sembrati idonei a questo articolo di riapertura del blog di Eolie Houses. E da ognuno, estrapolare un pensiero che ci conduce all’obiettivo finale.

Iniziamo con un libro per ragazzi, un invito forte alla reazione, al coraggio, alla vita, molto attuale, in questo momento in cui per mantenerci in salute occorrono anticorpi psicofisici.

Dalla Presentazione di Carlo Sgorlon a “Un’estate davvero eccezionale” di Sandra Frizzera

“Nella concezione ottimistica della Frizzera, i mali esistenti possono essere aggrediti e vinti, come gli antibiotici aggrediscono e vincono le malattie. Gli antibiotici sono l’altruismo, lo slancio, l’entusiasmo, l’amicizia, il desiderio di raddrizzare, per quanto è possibile, le deformazioni della vita.”

1)Una vacanza con le persone care in un luogo luminoso ed energetico può essere un valido antibiotico alla stanchezza di questi mesi.

Pillole di saggezza e speranza, contro lo scoraggiamento, Qoelet, per ogni cosa c’è il suo tempo
La Sacra Bibbia (Antico Testamento) – Ecclesiaste, 3, 1-5.8

Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
C’è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
Un tempo per uccidere e un tempo per guarire, un tempo per demolire e un tempo per costruire.
Un tempo per piangere e un tempo per ridere, un tempo per gemere e un tempo per ballare.
Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli, un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
Un tempo per amare e un tempo per odiare, un tempo per la guerra e un tempo per la pace.

2)Adesso, può essere il tempo per dedicarci un po’ di tempo, lasciare che il mare e il sole abbraccino il nostro cuore e la nostra mente

“Conoscevano la felicità di quel momento magico fatto dell’attimo in cui il mare accoglie il tuo corpo. Una felicità che si rinnovava ogni volta e che non si dimenticava. Goderono a lunga di quella gioia che dà il mare. Il ritorno all’alveo materno che ti accoglie e dal quale puoi uscire quando vuoi tu, senza tempo e senza i nove mesi di attesa, senza dolore e senza grida. Un alveo dal quale decidi da solo l’abbandono e il distacco. Il mare. (I giorni dell’isola, Tony Barlesi)”

Le Isole Eolie, terre di misteri e di magie, di antico e moderno, di sofferenze e riprese, tra i veli della storia.

Dall’Introduzione di Capelli di serpe, cunti e credenze delle Isole Eolie di Macrina Marilena Maffei

Chiunque abbia avuto la fortuna di andare nelle Isole Eolie sa che sono terre bellissime, ed è superfluo sottolinearlo, ma ciò che le rende particolari è l’intreccio fra l’arcaico e il moderno, dove il primo è ancora talmente forte da straripare qualunque sia la coltre di tecnologia e innovazione che lo ammanti. Forse è l’antica sofferenza del vivere, i grandi disagi che hanno travagliato le generazioni passate: l’emigrazione, la mancanza di lavoro, la fatica degli spostamenti: problemi in definitiva comuni a tutto il mezzogiorno. Ed allora c’è qualcosa di più. La gente è depositaria di un ricchissimo patrimonio di fiabe , di storie, di aneddoti narrati minuziosamente e capaci di trasportarti in un mono incantato.

3)Terre bellissime, luoghi splendidi con gente accogliente ed ospitale. Quale meta più adatta per una serena vacanza?

Per una sana risata (senza mascherina), storie di paese, gente con le sue convinzioni e le sue idee, valori e culture che proteggono e salvano.

Dal racconto “Donna Nela” in “Capitò, raccontio eoliani “di Gaetano Fiorentino

Capitò che donna Nela Cannistraro si era accorta di essersi ridotta con un residuo di formaggio di Vulcano assolutamente inadeguato alle sue abitudini alimentari. L’incontro del sapore del formaggio di Vulcano con le fave fresche delle campagne liparesi poteva essere paragonato soltanto a quello dell’ambrosia degli antichi dèi romani. Il dottor Lauricella, medico di famiglia dei Cannistraro, si era permesso una volta di farle osservare che l’ambrosia era un vino, forse il più prelibato delle isole Eolie, ma donna Nela, per educazione, aveva finto di non capire. Vedova dell’avvocato Nino Caputo, che aveva goduto indiscussa fama di uomo coltissimo, non poteva confidare a nessuno che il suo defunto consorte, quando nell’intimità la baciava appassionatamente sulle labbra, soleva dirle: “Amore mio, nella tua bocca sento l’aroma intenso e il sapore meraviglioso dell’ambrosia”. L’avvocato Caputo, buonanima, era completamente astemio, e quindi a giudizio di donna Nela, quando parlava di ambrosia si riferiva certamente a qualcosa che si mastica e non a qualcosa che si beve. Il dottor Lauricella per avvalorare la sua affermazione, aveva recitato: “L’ambrosia di li dèi, chi si decanta
nun è chi malvasia, chi si produci
da una viti, chi in Lipari si chianta”
E aveva aggiunto: questo sono versi dell’Idilliu quartu del famoso poeta siciliano Giovanni Meli, medico come me, vissuto a cavallo tra il Millesettecento e il Milleottocento. Secondo lui, l’ambrosia era malvasia prodotta da una vite piantata a Lipari.

4) Immaginati in terrazza al tramonto, con un bicchiere di ambrosia (malvasia o limonata, scegli tu), con lo sguardo perso nel blu (cielo o mare, fai tu)

“Uno di quegli incredibili tramonti dell’isola, col sole che non riscaldava più ma tingeva di rosso, giallo, nero e violetto il paesaggio fatto di lava nera, di pochi arbusti, di zolfo e di ferro e in lontananza un mare che cominciava a prendere il colore della notte (I giorni dell’isola, Tony Barlesi)”

Quattro pensieri, una meta: le Isole Eolie!
Ti aspetto

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