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Lipari, la maggiore delle Isole Eolie e la più abitata (kmq 37,6 e circa 10 mila abitanti), la sede del Comune da cui dipendono tutte le altre isole (esclusa Salina), è un isola varia e completa da un punto di vista paesaggistico, culturale e di servizi.
Lipari offre un affascinante centro storico con i suoi vicoli, le stradine e le antiche case dalla caratteristica architettura; servizi commerciali e sanitari; spiagge comode da raggiungere e coste e insenature rocciose; sentieri panoramici per splendide passeggiate; magici colori per emozioni diverse, dal bianco della pomice al nero dell’ossidiana; il museo archeologico con importantissimi reperti dal Neolitico, le maschere del teatro greco, le anfore dei relitti di cui i fondali sottomarini delle Isole Eolie sono ricchissimi; le associazioni culturali come il gruppo teatrale Piccolo Borgo Antico, le manifestazioni folcloristiche, le sagre di campagna…

Il nome

Il toponimo Lipara deriva dall’aggettivo greco liparos che significa fertile, ricco, splendido. Euripide e Pindaro usarono l’espressione “Lipara nesos” nel senso di fertile isola.
In età tarda si volle trovare un re eponimo in Liparos, re degli Ausoni e primo re di Lipara, XIII sec.A.C. Lipari dai greci veniva chiamata anche Meligunis, per il suo dolce clima. E’ l’ideale per vacanze balneari, per escursioni indimenticabili, per immersioni subacquee, per soggiorni all’insegna della cultura.

Mare e Natura

L’isola di Lipari, fino al 1930 era percorsa da sentieri che servivano ai contadini per recarsi ai campi, ai lavoratori della pomice per raggiungere le cave, agli abitanti delle campagne per raggiungere il paese.
Poi, l’abbandono delle coltivazioni, l’emigrazione, il turismo e l’avvento delle strade asfaltate ne ha portato alla dimenticanza. Oggi molti sentieri prima nascosti da una rigogliosa vegetazione e sconosciuti ai più, sono di nuovo fruibili grazie all’attività di trekking amatoriale o professionale di molti. Ginestra, erica, oleandro, rosmarino e mirto, colorano e profumano tutta l’isola: passeggiare in mezzo alla natura in questi sentieri spesso panoramicissimi è una delle esperienze più  belle che Lipari possa offrire.
Insieme alle emozioni che solo il mare sa donare: giri dell’isola in barca per un bagno nelle varie spiagge, da quelle bianche di pomice di Porticello a quelle rosse di Valle Muria; immersioni subacquee; ma anche semplicemente prendere il sole sdraiati sui sassolini di una spiaggia o sul lettino di un lido.
Lipari sorprende per la varietà dei paesaggi, dovuti alla posizione centrale nell’arcipelago e alla complessità geologica del territorio: ben 12 vulcani hanno modellato l’isola nel corso dei millenni.
Tipici di questa intensa attività vulcanica, la pomice e l’ossidiana, il bianco e il nero, materiali entrambi vetrosi e costituiti da silicio, ma diversi per peso specifico, grado di acidità e viscosità, modalità di eruzione e raffreddamento del magma. L’ultima eruzione, del Monte Pelato nel 790 d.C., diede origine alla colata ossidianica delle Rocche Rosse e ricoprì  Lipari di un sottile strato di pomice.
Tra le manifestazioni vulcaniche (fumarole, sorgenti termali, solfatare) ancora visibili, le più importanti sono le acque di San Calogero, conosciute ed esaltate sin dall’impero Romano, purtroppo oggi non utilizzabili per fini terapeutici a causa della chiusura dello stabilimento termale.
In prossimità dell’ingresso di tale stabilimento è stato rinvenuto un edificio a cupola, la Tholos, un monumento di architettura civile della civiltà ­icenea inesistente in Occidente. Tale scoperta conferma che per tutta l’età del bronzo, cioè per tutto il II millennio a.C., vi sono stati rapporti culturali e commerciali tra le Isole Eolie e la Grecia.

Le frazioni dell’Isola

L’isola di Lipari è costituita da diverse frazioni abitate: Lipari, Canneto (con Lami, Pirrera,Serra), Acquacalda, Pianoconte, Quattropani.

Il centro più importante è Lipari, e il suo centro storico. L’abitato si estende ai piedi dell’imponente rocca del Castello, l’antica acropoli della città greca e romana, che si erge maestosa su alta roccia di lava , con titanici bastioni cinquecenteschi a strapiombo sul mare. La fortezza naturale della rocca del Castello domina i due approdi dell’isola, le insenature naturali di Marina Lunga e Marina Corta, e conserva le testimonianze del passato, essendo quasi ininterrottamente abitata da 6 mila anni. Entro il perimetro delle sue mura posero le loro sedi le popolazioni del neolitico, della prima età dei metalli, dell’età del bronzo, dell’età ellenistica, dell’età romana, fino ai normanni e agli spagnoli. L’acropoli di Lipari è µn masso di lava riolitica che si protende sul mare: il suo aspetto attuale è ¤ato dalle possenti fortificazioni erette dagli spagnoli dopo il terribile saccheggio eseguito nel 1544 dal pirata Barbarossa, che inglobano resti di fortificazioni medioevali e greche. All’inizio di questo secolo uno squarcio praticato nelle mura ha interrotto le fortificazioni spagnole, distruggendo una parte dei resti preistorici e classici, per creare un accesso diretto dalla Via Garibaldi alla Cattedrale. La necropoli greca di Lipari che si estende nella pianura di Diana sottostante la rocca del Castello, è una delle più ricche della Sicilia: trent’anni di scavi hanno recuperato i corredi di oltre 1750 tombe, ora esposti al Museo Eoliano. Resti dellìetà neolitica e di edifici e ceramiche romane sono stati trovati anche in località esterne al centro, quali San Calogero e Castellaro.

Il Museo Archeologico

Il Museo Archeologico Regionale Eoliano ha sede nel Castello e fu creato nel 1954 da Luigi Bernabò Brea e Madeleine Cavalier . Esso espone in modo chiaro i preziosi reperti degli scavi condotti da questi due studiosi dal 1950 ad oggi a Lipari e nelle isole di Panarea, Salina, Filicudi e Stromboli.
La sezione del Museo Eoliano relativa alla preistoria dell’isola di Lipari occupa l’antico palazzo vescovile adiacente alla Cattedrale, costruito nel 1700 sulle rovine di una parte del monastero normanno del 1100, distrutto da Barbarossa nel 1544.
Questa sezione presenta un quadro completo della successione delle culture fiorite nell’isola di Lipari, dai primi insediamenti umani del neolitico all’età storica.
La conservazione di queste testimonianze è stata possibile grazie ad un fenomeno geologico tuttora in atto, il trasporto eolico: i venti di Ponente e Maestrale, predominanti nelle Isole Eolie, trasportano le ceneri vulcaniche dagli altipiani dell’isola alla pianura dove ha sede la città e alla rocca del Castello che la sovrasta.
La rupe di lava inaccessibile a picco sul mare è stato il luogo abitato più importante dell’intero arcipelago eoliano in tutti i tempi in cui si è avuta necessità di difesa mentre l’abitato ha potuto spostarsi nella limitata ma fertile pianura sottostante solo nei periodi di pace e sicurezza.
Per il fenomeno del trasporto eolico, si è formato sulla rocca e nella piana sottostante uno spesso stato terroso, che sul Castello raggiunge lo spessore di dieci metri e conserva regolarmente stratificate le une sulle altre le testimonianze di tutte le civiltà succedutesi nei millenni.
Si tratta di una formazione analoga a quella dei  dei “tell” della Mesopotamia e dell’Anatolia: la serie stratigrafica liparese non ha uguali in nessun punto del Mediterraneo centro-occidentale e costituisce un cardine fondamentale per la ricostruzione della preistoria di tutti i paesi bagnati da questo Mare.
La zona archeologica all’aperto al Castello mostra così abitazioni e cardi ellenistici; case, decumani e canali di fognatura romani; capanne dellâusonio II (prima età del ferro); muri dell’ausonio I (tarda età del bronzo, 1250-1150 a.C.); villaggi di capanne ovali della media età del bronzo (civiltà del Milazzese, 1400-1250 a.C.) e capanne di forma simili della prima età del bronzo (civiltà di Capo Graziano, 1600-1400 a.C.).

Edifici del Museo, Chiese, aree di fruizione esterna.

Edifici del complesso museale:
1. Sezione preistorica (dalla I alla X sala)
2. Padiglione epigrafico e giardino
3. Sezione delle isole minori (dalla XI alla XV sala)
4. Sezione classica (dalla XVI alla XXVII sala)
5. Sezione vulcanologica
6. Paleontologia del Quaternario
7. Deposito delle grandi terracotte

a. Direzione e uffici
b. Biblioteca e “direzione scientifica” (edificio del XVIII sec.)

A Fortificazioni di epoca spagnola

Chiese
B. Cattedrale di San Bartolomeo (dal XII al XIX sec.)
C. Chiesa di Maria SS. Delle Grazie (XVIII sec.)
E. Chiesa dell’Im­macolata (XVIII sec.)
F. Chiesa dell’Addolorata (XVI-XVIII sec.)
G. Chiesa di S.Caterina (XVI-XVIII sec.)
H. Chiostro del Monastero Normanno (XII sec.)

Aree di fruizione esterna
D. Teatro all’aperto (realizzato su modello greco dal Comune di Lipari nel 1978)
I. Trincee con resti archeologici sovrapposti: capanne relative a quattro villaggi dell’età del Bronzo e porzioni dell’im­pianto urbano di età ellenistico-romana
L. Parco Archeologico con sarcofagi di età greca rinvenuti nella necropoli di Diana.

Da fare e vedere a Lipari

  • Visita al castello di Lipari, sede di uno dei più importanti musei archeologici d’Europa e del parco archeologico, di numerose chiese tra cui la cattedrale dedicata a san Bartolomeo patrono e protettore delle Isole Eolie
  • Giro dell’isola in macchina con soste a quattrocchi, Chiesa Vecchia Quattropani, Terme di San Calogero, Acquacalda, Canneto, Cave di pomice
  • Giro dell’isola in barca per ammirare la varietà della costa e dei colori di Lipari, con sosta nel bianco mare dell’area della pomice (Pietra Liscia, Porticello), alla rossa spiaggia di Valle Muria, ai faraglioni e alla Pietra del Bagno, e veduta della montagna di pomice, delle colate di ossidiana e delle varie frazioni dell’isola
  • Escursioni a Monte S.Angelo, Monte Guardia, Monte Chirica,Cappero-Semaforo, Pirrera-Forgia vecchia, San Calogero-Caolino
  • Passeggiate a piedi nel centro storico