{"id":5998,"date":"2019-12-27T08:39:59","date_gmt":"2019-12-27T07:39:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.eoliehouses.it\/storia-delle-isole-eolie\/stromboli\/"},"modified":"2020-03-23T19:27:14","modified_gmt":"2020-03-23T18:27:14","slug":"stromboli","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.eoliehouses.it\/en\/history-of-the-aeolian-islands\/stromboli\/","title":{"rendered":"Stromboli Island"},"content":{"rendered":"<p>Stromboli, il vulcano pi\u00f9 attivo del Mediterraneo, \u00e8 un\u2019isola di km 12,6 di superficie e deve il suo nome a Strongyle=rotonda per gli antichi.<br \/>\nDagli abissi del Tirreno si erge, in una sinfonia di colori, la mole dello Stromboli dalle pendici slanciate, che si stagliano vigorosamente in un cielo di zaffiro: un &#8220;gigante nero&#8221; si staglia in tutta la sua imponenza sul mare blu intensissimo.<br \/>\nDa millenni il cono vulcanico con il pennacchio e i suo &#8220;scatti&#8221; come sono chiamati i rimbombi delle esplosioni, \u00e8 come un faro per i naviganti. A coloro che si avvicinano all\u2019isola, appena l\u2019oriente comincia a scurirsi, diventa visibile la fiamma dello Stromboli. Incute un timoroso rispetto questo giovanissimo vulcano di 100.000 anni, con le sue tre bocche in perenne attivit\u00e0 esplosiva e i suoi 2000 mt di altezza, tra cono e fondale.<\/p>\n<h2>La vegetazione<\/h2>\n<p>Sulle falde orientali dello Stromboli, coperte da un manto di verde, spiccano tipiche casette bianche, come candide farfalle su un prato di smeraldo. Alcune sono disposte lungo le nere spiagge o presso gli scogli di lava, altre sono appollaiate attorno alle chiese o nascoste tra ulivi centenari. Altre infine si inerpicano sulle pendici scoscese del monte e un tempo offrirono rifugio agli Strombolani che fuggivano dalle scorrerie dei pirati saraceni.<br \/>\nAttorno al paese si allineano lunghe siepi di fichi d\u2019India; sparsi capricciosamente sulle balze o aggrappate ai muri, i capperi fanno bella mostra della loro forma di ombrelli verdeggianti, in estate ornati di candidi fiori; in primavera, i folti ulivi e i vigneti, intersecati da filari di glicine, roveti e ginestre, ingolfati in un mare di alte erbe e fiori selvatici, offrono un incantevole scenario policromo. Una nota sinfonica completa questo quadro idilliaco: la nenia delle cicale.<br \/>\nAl versante orientale dell\u2019isola, rivestito di lussureggiante vegetazione e inondato da un oceano di luce, fra sorriso di mare e splendore di cielo, fa contrasto il versante nord, aspro e tetro.<\/p>\n<h2>Cenni Geologici e l&#8217;attivit\u00e0 stromboliana<\/h2>\n<p>Le quattro unit\u00e0 morfologiche che costituiscono l\u2019isola di Stromboli sono:<br \/>\nl\u2019antico vulcano-stato (Paleostromboli) di Serra Vancori, la sommit\u00e0 del vulcano (926 mt), a sud, a strapiobo su Ginostra, da cui si scorgono nei giorni di buona visibilit\u00e0, l\u2019Etna e la Sicilia, lo stretto di Messina e la costa della Calabria;<br \/>\nla cima (918 mt), 500 mt a nord del primo;<br \/>\nil cratere attuale a mt 300 a nord della cima (Neostromboli);<br \/>\nil neck di Strombolicchio.<br \/>\nL\u2019apparato vulcanico di Stromboli si trova nell\u2019intersezione di due faglie, una con direzione SW-NE, passante per Lipari e Panarea, e l\u2019altra con direzione EW, che attraversa i due rilievi sottomarini a meno di mille metri di profondit\u00e0 a ovest di Stromboli.<br \/>\nNella terrazza craterica si osservano delle bocche eruttive il cui numero varia continuamente, la cui attivit\u00e0 consiste nel lancio di brandelli di lava e di scorie incandescenti, accompagnati da esplosioni pi\u00f9 o meno violente e dall\u2019emissione di vapori e efflussi lavici.<br \/>\nQuesta attivit\u00e0 moderata, che specialmente di notte offre uno spettacolo unico e indimenticabile, a volte viene interrotta da brevi e violente fasi esplosive che talvolta si concludono con effusione di magma che si riversa lungo il pendio della Sciara del Fuoco.<br \/>\nUna delle pi\u00f9 disastrose eruzioni fu quella del 1930. Le pi\u00f9 recenti si sono verificate nel 1959 e 1966.<br \/>\nIn genere le colate laviche non presentano alcun pericolo per gli abitanti dell\u2019isola, poich\u00e9 esse defluiscono lungo la Sciara del Fuoco, non potendo deviare in altre zone per l\u2019esistenza dei &#8220;fili&#8221; che la limitano.<br \/>\nL\u2019attivit\u00e0 dello Stromboli \u00e8 considerata essenzialmente esplosiva, tanto che da esso ha preso il nome nella terminologia vulcanica quella particolare attivit\u00e0 detta appunto &#8220;stromboliana&#8221;.<br \/>\nL\u2019attivit\u00e0 dello Stromboli non differisce per\u00f2 essenzialmente da quella dei vulcani a magma basico con condotto normalmente aperto e pertanto dobbiamo ritenere che in ogni tempo si sia avuta anche una attivit\u00e0 effusiva poco appariscente unitamente ad una attivit\u00e0 esplosiva pi\u00f9 rilevante e di maggior rilievo.<br \/>\nEffettuando il periplo dell\u2019isola, troviamo il vasto lido di Scari (Scalo), attuale porto e la spiaggia di Ficogrande, vecchio approdo: queste spiagge, fino alla prima guerra mondiale, ospitavano grossi velieri che rendevano la Marna di Stromboli la pi\u00f9 importante dell\u2019arcipelago delle Isole Eolie.<br \/>\nLe numerose calette della zona di Piscit\u00e0, spiaggette nere tra scogliere laviche, precedono la Sciara del Fuoco, ripido e ampio pendio creato dalla lava che fluisce verso il mare. In cima alla Sciara, l\u2019apparato eruttivo dello Stromboli.<\/p>\n<h2>Ginostra<\/h2>\n<p>Un promontorio divide la Sciara del Fuoco dal borgo di Ginostra, con le sue casette dominanti precipizi rocciosi orlati di agavi e ingolfate tra fichi d\u2019India e uliveti, che conferiscono alla zona fascino e un tono idilliaco. Fino a qualche anno fa, si accedeva al borgo di Ginostra dallo scalo di Pertuso, il pi\u00f9 piccolo porto naturale del mondo: l\u2019aliscafo o la nave si fermavano al largo e una piccola barca faceva la spola per accogliere i viaggiatori.<br \/>\nAl paesino di Ginostra si sale per una ripida mulattiera, con larghi scalini in pietra, che passa vicino ala sagrato della chiesa di san Vincenzo, luogo di culto e riunione per i suoi trenta abitanti. E\u2019 un\u2019oasi di pace e semplicit\u00e0: le casette bianche quasi tutte disabitate, il silenzio, la dignit\u00e0 e l\u2019orgoglio degli abitanti, avvezzi alla solitudine anche per settimane, quando il mare \u00e8 mosso e Ginostra rimane completamente isolata.<br \/>\nA Ginostra \u00e8 stato identificato un insediamento della cultura di Capo Graziano, 17\u00b0 sec. a.C.<br \/>\nDopo Ginostra si susseguono costoni di roccia alternate da frane di massi e profondi canaloni sabbiosi, che dalla vetta del monte scendono rapidamente fino al mare, in uno scenario grandioso, selvaggio e sterile. Fino ad arrivare alla zona pianeggiante di Lena, tra il verde delle ginestre e dei fochi d\u2019India, che riportano al vasto lido di Scari.<\/p>\n<h2>L&#8217;Architettura<\/h2>\n<p>L\u2019abitato di Stromboli fino alla prima met\u00e0 del secolo scorso si estendeva in prossimit\u00e0 del mare, lungo le spiagge di scari e Ficogrande e la scogliera di Piscit\u00e0. Oggi la zona centrale del paese si adagia pi\u00f9 a monte, attorno alla chiesa di San Vincenzo. L\u2019architettura di Stromboli \u00e8 l\u2019antico stile eoliano altrove scomparso, casette bianche basse di forma cubica, con &#8220;bagghi e pulera&#8221;, belle nella loro semplicit\u00e0.<br \/>\nImponenti con i loro superbi campanili e cupole, i due artistici templi a tre navate di S.Vincenzo Ferreri, piccola edicola del 1615 divenuta chiesa nel 1725 e pi\u00f9 volte ampliata e ristrutturata, e di San Bartolomeo, edificata nel 1801.<br \/>\nDalla terrazza della piazza antistante la chiesa di S.Vincenzo, si gode una bella veduta d\u2019insieme del paese, con il vulcano dietro, Iddu, e il mare infinito davanti<br \/>\nOltre alla strada principale che dal porto di Scari conduce a San Vincenzo e poi a San Bartolomeo e a Piscit\u00e0, vi sono tante stradine che scendono veso il mare, tranquille e silenziose, tutte da scoprire per i colori, gli odori della vegetazione e l\u2019architettura delle case.<\/p>\n<h2>Archeologia<\/h2>\n<p>Nel 1975 durante i lavori per la costruzione della strada litoranea che collega Scari con Ficogrande, \u00e8 stata scoperta una necropoli greca con tombe della fine del IV e dei primi decenni del III sec. a.C.. Tra il copioso materiale venuto in luce, meritano particolare attenzione alcuni vasetti di corredo di pregevole fattura, decorati nello stile di Gnathia e terrecotte teatrali con personaggi delle commedie di Menandro<\/p>\n<h2>Cenni Storici<\/h2>\n<p>Gli abitanti convivono da almeno tremila anni con i rimbombi e le frequenti eruzioni. Stromboli inizialmente era colonia agricola di Lipari e veniva abitata solo nel periodo della semina e del raccolto. Successivamente, dal XVI sec. a.C. inizi\u00f2 ad essere abitata stabilmente.<br \/>\nLo sviluppo dell\u2019isola \u00e8 storicamente legato al mare e alla tradizione marinara. Stromboli era tappa obbligata per coloro che attraversavano il Tirreno. Il mito di Eolo, che da qui controllava i venti, forse nasconde la tradizionale capacit\u00e0 dei marinai di Stromboli di interpretare la direzione e l\u2019intensit\u00e0 dei venti dalla disposizione dei fumi sul vulcano.<br \/>\nL\u2019isola, nell\u2019Ottocento, aveva una flotta di ben 65 velieri che navigavano nel mediterraneo e collegavano la Sicilia a Napoli. L\u2019introduzione delle navi a vapore e l\u2019inaugurazione del collegamento ferroviario tra Napoli e Reggio Calabria, misero in crisi l\u2019economia isolana.<br \/>\nAgli stenti e alle difficolt\u00e0 economiche si aggiunsero forti eruzioni: nel 1930 il maremoto con onde alte pi\u00f9 di trenta metri fece fuggire terrorizzata gran parte della popolazione. L\u2019isola di Stromboli, dai 5 mila abitanti dell\u2019inizio del secolo, \u00e8 passata agli attuali 400, complice l\u2019emigrazione e il miraggio di un nuovo mondo, l\u2019Australia.<\/p>\n<h2>Il film<\/h2>\n<p>Poi, come per Vulcano, fu un film a puntare i riflettori e a suscitare l\u2019interesse del grande pubblico su Stromboli: nel 1949 il regista Roberto Rossellini gira &#8220;Stromboli&#8221; interpretato da Ingrid Bergman. In Via V. Emanuele vi \u00e8 una targa che indica la casa dove il regista e l\u2019attrice hanno vissuto la loro storia d\u2019amore.<\/p>\n<p>In estate fervono le attivit\u00e0 commerciali che ruotano attorno ai commercianti, che hanno in parte modificato i caratteri tradizionali della comunit\u00e0 del luogo.<\/p>\n<h2>Strombolicchio<\/h2>\n<p>Sul mare, a un miglio da Stromboli, di fronte alla spiaggia di Ficogrande, si staglia l\u2019isolotto di Strombolicchio, un neck vulcanico, cio\u00e8 la parte di lava interna e solidificata del pi\u00f9 vecchio cono vulcanico di tutte le Isole Eolie. Strombolicchio offre uno spettacolo altamente suggestivo, con la sua forma da castello medioevale con le pareti rocciose a strapiombo sul mare. La sua parvenza di baluardo inaccessibile non scoraggi\u00f2 l\u2019uomo, che volle tentare la scalata per conquistarne la vetta: ancora nella parte inferiore sono visibili tracce di gradini scalpellati nella dura pietra.<br \/>\nNel 1920 vennero iniziati i lavori per la costruzione di una scala di oltre 200 gradini e di una terrazza sulla piattaforma superiore, dominata da un faro, lavori ultimati nel 1927. In origine lo scoglio di Strombolicchio era alto 56 metri e venne ridotto a 43 mt.<br \/>\nAllo Strombolicchio si accede oggi da una scaletta di ferro arrugginita e da ripidi scalini scavati nella roccia: colonie di uccelli marini nidificano dappertutto.<br \/>\nDalla terrazza si ammirano le caratteristiche peculiari di Strombolicchio: spuntoni di rocce in cui germogliano piante di capperi e fichi d\u2019india; scogli sforacchiati per l\u2019azione abrasiva del mare; profonde scanalature e grotte dove nidificano gabbiani; la famosa rupe dalla forma di colossale testa equina; ciclopici bastioni, che cadono a picco sul mare ed esili scogli che si slanciano con ardite forme. L\u2019immensa distesa marina attorno a Strombolicchio sembra delimitata a est dalla catena dell\u2019Appennino calabro, e a sud, accanto alla magnifica mole dello Stromboli, dai Monti Peloritani e Nebrodi, sovrastati dall\u2019immensa mole dell\u2019Etna.<br \/>\nEntusiasmante e indimenticabile la visita sottomarina di questo paradiso blu: attinie, gorgonie rosse, stelle marine, spugne, coralli, colonie di astroides arancioni, alghe marroni e gialle.. Strombolicchio, cos\u00ec irregolare nella parte emersa, sottacqua \u00e8 una colonna di pietra che sale dalle profondit\u00e0 del mare con pareti lisce e levigate e, nonostante la limpidezza dell\u2019acqua, non si vede il fondo: si \u00e8 sospesi nel blu assoluto!!<\/p>\n<h2>Salita ai crateri<\/h2>\n<p>La salita ai crateri sommitali del vulcano Stromboli si effettua mediante un ripido sentiero che dall\u2019abitato di Piscit\u00e0 conduce a Punta Labronzo e poi sale rapidamente ai 918 mt del Pizzo sopra la Fossa.<br \/>\nArrivando al molo di Scari, la costa meridionale dell\u2019isola mostra una serie di profondi valloni tra pareti laviche: sono i fianchi profondamente incisi dell\u2019antico vulcano, che 100.000 anni fa emerse dalle acque e che costituisce l\u2019ossatura dell\u2019isola. A settentrione e a occidente, i materiali pi\u00f9 recenti, eruttati negli ultimi 26.000 anni hanno interamente ricoperto l\u2019antico edificio vulcanico: infatti gli abitati di San Vincenzo e San Bartolo e la stradina che porta a Punta Labronzo poggiano sui fianchi del pi\u00f9 importante tra i vulcani recenti, detto Neostromboli. Era un vulcano principalmente effusivo le cui colate hanno coperto il fianco occidentale del pi\u00f9 antico Paleostromboli, e sono occultate dai canneti in vicinanza del mare e pi\u00f9 su da una fitta macchia mediterranea.<br \/>\nSul sentiero per il Pizzo, a circa mt 600 slm si incontrano sottili colate di lava color ruggine, l\u2019ultima difficolt\u00e0 per l\u2019escursionista prima di guadagnare la vista del pi\u00f9 settentrionale tra i crateri attivi.<br \/>\nDopo le prime curve del sentiero compare la Sciara del fuoco, una vasta depressione nella quale si canalizzano i materiali eruttati dai crateri sommitali, quali le bombe vulcaniche che rotolano fino a tuffarsi con fragore in mare.<br \/>\nRaggiunto il Pizzo, dopo circa 3 ore di cammino, lo spettacolo che si presenta trasmette subito la sensazione di trovarsi dove la Terra \u00e8 viva: fumi densi, colore giallastro del terreno, acre odore di zolfo, le frequenti detonazioni che richiamano l\u2019attenzione verso l\u2019oggetto che rende unica quest\u2019isola: la terrazza craterica che si apre mt 120 sotto il Pizzo e che contiene i tre crateri attivi con le loro numerose bocche eruttive. Il Pizzo \u00e8 quel che resta dell\u2019orlo di un antico cratere, quello del Neostromboli, che \u00e8 scivolato in mare circa 5.000 anni fa e le cui pareti verticali sono ancora visibili ai lati della Sciara del Fuoco. Nella fossa prodotta dall\u2019immane frana sono cresciuti gli attuali crateri, che eruttando materiale hanno solo parzialmente colmato l\u2019antica depressione.<br \/>\nQuesto processo geologico \u00e8 avvenuto anche per la cresta dei Vancori, che rappresenta il relitto di un centro vulcanico pi\u00f9 antico scivolato in mare 13.000 anni fa.<br \/>\nLa frequente e piuttosto regolare attivit\u00e0 eruttiva dello Stromboli \u00e8 sempre accompagnata d forti detonazioni e dalla emissione di bombe e lapilli che nelle ore serali e notturne si trasforma in un affascinante spettacolo pirotecnico. Le esplosioni presentano numerose varianti: getti di lava fusa accompagnati da sibili acuti, prodotti da piccoli e aguzzi conetti chiamati &#8220;hornito&#8221;, in spagnolo &#8220;fornetto&#8221;; grandi esplosioni che disperdono in aria un\u2019ampia rosa di bombe e lapilli incandescenti accompagnate da secche detonazioni; sbuffi di cenere nera dal cratere pi\u00f9 a sud, che salgono in aria come minacciose colonne e fanno ricadere una fine sabbia sulla testa degli escursionisti.<br \/>\nQuesta attivit\u00e0 eruttiva esplosiva \u00e8 prodotta da grandi bolle di gas che si liberano dal magma fuso che arriva in superficie dall\u2019interno delle bocche eruttive. Essa viene proprio definita dai vulcanologi &#8220;attivit\u00e0 Stromboliana&#8221; ed \u00e8 comune ai vulcani basaltici del pianeta.<br \/>\nLa visione di questo avvincente fenomeno geologico \u00e8 relativamente sicura per il visitatore dal punto di osservazione del Pizzo sopra la Fossa. Lo spettacolo offerto dalla natura potr\u00e0 essere piacevolmente ricordato se si evitano certe imprudenze che possono trasformarlo in tragedia. Le bombe che accompagnano le esplosioni possono raggiungere alcune decine di chili di peso con temperature di 1.000 gradi centigradi..Vietato quindi: avvicinarsi alle bocche per fotografare o filmare; avvicinarsi ai fortini in pietra eretti in prossimit\u00e0 del cratere meridionale; scendere nella angusta sella sotto il Pizzo, vicino ai crateri attivi, dove anche le esalazioni dei gas rendono difficile la respirazione; \u00e8 infine buona regola non sostare per la notte nella zona sommitale del vulcano, perch\u00e9 lo Stromboli, come tutti i vulcani attivi, \u00e8 soggetto a rapide variazioni nell\u2019intensit\u00e0 delle manifestazioni eruttive che non sono facilmente prevedibili e quantificabili e che possono interessare l\u2019intera area sommitale.<br \/>\nStromboli \u00e8 una montagna e presenta zone con notevoli difficolt\u00e0 di accesso, specie se vengono percorse di notte: le asperit\u00e0 del terreno e la perenne attivit\u00e0 eruttiva consigliano di rivolgersi per l\u2019escursione a guide esperte che conoscono bene la montagna e il vulcano e che sono aggiornati sulle condizioni dell\u2019attivit\u00e0 eruttiva.<\/p>\n<h2>Da fare e vedere a Stromboli<\/h2>\n<p>\u2022 Scalata con guida al Cratere (926 mt), 3 ore circa;<br \/>\n\u2022 Gita in barca a Strombolicchio, a Ginostra e anche in notturna alla Sciara del Fuoco.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stromboli, il vulcano pi\u00f9 attivo del Mediterraneo, \u00e8 un\u2019isola di km 12,6 di superficie e deve il suo nome a Strongyle=rotonda per gli antichi. 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